Misure restrittive UE e d.lgs. 231/2001: il nuovo quadro normativo e le ricadute operative per le imprese
Il contributo analizza il nuovo quadro normativo introdotto dal d.lgs. 211/2025, in vigore dal 24 gennaio 2026, attuativo della Direttiva (UE) 2024/1226 sulla violazione delle misure restrittive dell'Unione Europea, elevate al rango di Eurocrime dalla Decisione (UE) 2022/2332.
Dopo aver ricostruito genesi e ratio del sistema unionale, gli Autori esaminano le nuove fattispecie delittuose (artt. 275 bis – 275 octies c.p.), che puniscono con pene severe condotte quali la fornitura di risorse a soggetti sanzionati, l'omissione di obblighi informativi e la violazione delle condizioni autorizzative.
Sul versante della responsabilità degli enti, l'introduzione del nuovo art. 25 octies.2 nel d.lgs. 231/2001 segna l'abbandono del sistema ‘per quote' in favore di sanzioni parametrate al fatturato globale (fino al 5%) e di misure interdittive obbligatorie di durata inasprita.
Il lavoro si chiude con l'analisi delle ricadute sui Modelli Organizzativi e sui Programmi Interni di Conformità (PIC/ICP), proponendo, sulla scorta della Guidance for EU Operators della Commissione Europea, una griglia operativa di presidi per fronteggiare i rilevanti rischi penali, economici e reputazionali della nuova disciplina.
di Andrea Cianci e Piero Bellante
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